domenica 30 agosto 2009

Un albero per ogni neonato ostrense

di Nicoletta Principi

Nell’ ormai lontano 1992, lo Stato Italiano ha introdotto, con legge n. 113, l’obbligo per i comuni di residenza di porre a dimora un albero per ogni neonato che venga registrato nell’anagrafe civile. In particolare, la legge dispone che i comuni, in attuazione degli indirizzi definiti nel piano forestale nazionale, entro dodici mesi dalla registrazione anagrafica di ogni neonato residente, provvedano a porre a dimora un albero nel territorio comunale ed entro quindici mesi dall'iscrizione anagrafica, l'ufficio anagrafico comunale registri sul certificato di nascita, il luogo esatto dove tale albero è stato piantato.
Dai dati a nostra disposizione, nell’ultimo decennio nel Comune di Ostra sono stati registrati circa 600 neonati, mediamente 60 ogni anno.
Ma dove sono gli alberi? E’ stato mai predisposto un piano di attuazione della norma?
A quanto risulta, nella nostra cittadina nessuna pianta ha trovato dimora, né sono state individuate idonee aree per accogliere le piantagioni arboree.
Ora, al di là della disposizione di legge, che va comunque rispettata, credo che il provvedimento possa contribuire alla potenziale crescita ambientale e sociale della città: da un lato permette di arricchire la città di spazi verdi, dei quali tutti i cittadini possono godere, dall’altro di sviluppare sempre più il senso di appartenenza e di legame alla comunità.
L’attuazione degli interventi andrebbe organizzata in modo da non “sprecare” il potenziale di cui parlavo. E’ infatti auspicabile che una volta individuate, da parte dell’Amministrazione Comunale, le aree pubbliche da destinare allo scopo (ad esempio prevedendo la suddivisione delle zone disponibili presso ciascuna frazione comunale o nei vari quartieri, o anche nelle nuove aree individuate per la costruzione urbana e spettanti di diritto al Comune), venga sollecitato il coinvolgimento degli abitanti dei quartieri e delle frazioni affinché ciascuno, secondo le proprie possibilità, contribuisca con impegno al mantenimento delle aree verdi dedicate ai nuovi nati.

Guardare avanti

di Bruno Landi
Assistere ad una seduta del Consiglio Comunale è per me una lunga radicata abitudine. Per 25 anni, infatti, sono stato in quei banchi come consigliere (e, per una breve parentesi, anche assessore). Poi, come cronista di un quotidiano locale, ho frequentato quell’aula ancora per molti anni. E continuo tutt’ora a farlo, soprattutto perchè voglio essere informato di quanto succede nel mio Comune.
Nella seduta del Consiglio del 29 luglio, ho assistito ad un lungo, articolato dibattito sulle “linee programmatiche” che guideranno la maggioranza in questa legislatura. Ho ascoltato la relazione del Sindaco Olivetti, che non si è scostata più di tanto da quello che era stato scritto e detto nel corso della campagna elettorale. “Un profilo basso, il nostro – ha detto il Sindaco – perché metteremo in piedi solo progetti fattibili, quelli compatibili con lo stato attuale delle finanze comunali”. Che, a detta di Massimo Olivetti, non godono proprio di ottima salute. Il Sindaco ha quindi ribadito il carattere prioritario dell’edilizia scolastica, la possibilità (che mi è sembrata però un po’ remota) di costruire un moderno campus scolastico per le scuole delle frazioni Casine e Pianello. Sì alla rotatoria di Casine. No a quel tipo di palestra, che veniva ipotizzata dalla vecchia maggioranza. Più attenzione ai rapporti con i cittadini, che saranno coinvolti per verificare e condividere la programmazione dell’attività amministrativa.
Un breve cenno al problema del personale, al quale Olivetti ha detto di voler dedicare tempo ed energie. Infine, critiche all’azione amministrativa della vecchia maggioranza, ricambiate abbondantemente dai rappresentanti dell’opposizione.
“Non avete fatto…”. “No, vi sbagliate, perché noi abbiamo fatto…” e giù un lungo elenco di cose fatte in questi anni.Come prima seduta credo sia un po’ normale. A patto che, a partire dal prossimo consiglio, tutti, indistintamente, guardino avanti, mettendo in primo piano le cose da fare, con le relative proposte della maggioranza e le riflessioni, anche critiche, da parte dell’opposizione. Occorre lasciare alla spalle le recriminazioni sul passato, perché tanto ognuno resta fermo nelle sue convinzioni. E questo può rappresentare un ostacolo ad azioni di governo condivise, che fanno invece solo bene alla comunità amministrata

lunedì 20 luglio 2009

La biblioteca di Babele…

di Elisa Sellari


E’ il titolo di un racconto fantastico di J.L.Borges, in cui una biblioteca, che rappresenta l’Universo, è una creatura aperta al possibile, a tutti i paradossi dell’infinità e il suo bibliotecario, cioè l’Uomo, è alla continua ricerca di una verità che non potrà trovare perché nella Biblioteca è vero tutto e il contrario di tutto.
Per questo da sempre subisco il fascino della biblioteca, un luogo lontano dal dogma, in cui alimentare le mie curiosità.
Nel corso dei miei anni di studio, frequentando diverse biblioteche, mi sono resa conto di viverle alcune come se visitassi un ossario, altre invece mi hanno aperto e stimolato alla ricerca.
Poi mi sono chiesta: quand’ero piccola, c’era una biblioteca a Ostra, ma che fine ha fatto?
Stando alle delibere comunali sono stati spesi parecchi soldi per sistemare gli spazi di Palazzo dei Conventuali che ospitano Biblioteca, Museo Civico e Archivio Storico. Eppure questi spazi sono chiusi. Perché?
A me piacerebbe molto che la Biblioteca tornasse a vivere e che non venisse riaperta in maniera passiva, ma che diventasse un centro di studio, d’incontro, di scambio e di idee.
Mi piacerebbe sfatare il luogo comune che vuole la biblioteca uno spazio buio e criptico frequentato dai topi, in cui si depositano archeologici strati di polvere; mi piacerebbe che questo luogo simbolico ed evocativo fosse anche un luogo funzionale in aperto e diretto contatto con i cittadini.
La Biblioteca che non è un semplice freddo contenitore di informazioni, dovrebbe mantenere un rapporto stretto e interattivo con il territorio di riferimento, non limitandosi quindi ad aspettare passivamente i suoi fruitori, ma promuovendo e sviluppando strategie per raggiungere tutte le tipologie di utenti, iniziative finalizzate alla diffusione della conoscenza e della cultura collegate alla valorizzazione del proprio patrimonio e non solo.
Incontri culturali, presentazione di libri, lettura di poesie, esposizioni artistiche, rappresentazioni di libri per bambini, lettura di testi della tradizione orale ostrense, corsi d’italiano per stranieri costituirebbero un impulso propositivo per una partecipazione diretta dei cittadini di ogni età, cultura, nazione o religione.
Essendo un servizio pubblico, come la scuola, il suo valore aggiunto dipende dalle capacità e dalla qualità del lavoro di intermediazione.
Penso ad uno spazio aperto e luminoso in cui ritrovarsi per sfuggire ai rumori casalinghi, per dedicarsi del tempo, per leggere una rivista, fare due chiacchiere, scegliere un libro con il proprio figlio, navigare in internet o prendersi una guida turistica per organizzarsi una vacanza.
La biblioteca crescerà nel cuore e nella testa dei cittadini soltanto se svolgerà bene la sua funzione e sarà propositiva e vitale. La biblioteca deve favorire e rendere duraturo questo contatto grazie ad orari e ambienti comodi, qualità delle raccolte, competenza del personale, buono stato di presentazione dei documenti e la loro giusta collocazione negli scaffali.
Oltre a raccogliere, conservare e rendere disponibile la documentazione relativa alla storia di Ostra, oltre ad offrire servizi adeguati (quali una mediateca con postazione internet, tv dove vedere film/documentari e stereo per ascoltare musica e un’emeroteca che metta a disposizione quotidiani, settimanali e riviste specialistiche), la biblioteca dovrebbe essere di supporto all’istruzione: la ricerca su google è immediata e utile, ma se fosse supportata da un esame critico delle fonti probabilmente sarebbe più completa. La scuola dovrebbe servirsi della biblioteca come di una ulteriore possibilità di studio e arricchimento per i ragazzi.
Sarebbe necessario inoltre muoversi in maniera critica nell’acquisto dei testi, individuando anche tematiche legate all’attualità, e non aspettare la manna dal Ministero.
Non credo a tutto questo come a un’utopia, ma come una possibilità, visto che nei nostri comuni limitrofi le biblioteche sono attive e stimolanti.
Ma se anche di utopia si trattasse, che almeno la biblioteca venisse riaperta!

Il Palazzo degli ex Conventuali che ospita la Biblioteca Comunale, Museo Civico e Archivio Storico. Sede anche della Mostra Nazionale dell’Antiquariato e dell’Artigianato. (da “Le Cento Cartoline di Ostra” di G. Barchiesi

Iniziativa pilota della Pubblica Amministrazione: “Mettiamoci la faccia”

di Stefano Neri

Nel numero di febbraio 2008 de “La Città Ideale” si descrivevano i principi fondamentali ed i nuovi diritti dei cittadini derivanti dall’applicazione del “Codice della Pubblica Amministrazione digitale” (Decreto Legislativo n. 82 del 7.3.2005). Uno di questi riguardava il diritto a servizi pubblici di qualità. Si prevedeva che le amministrazioni dello Stato si organizzassero affinché i loro servizi avessero soddisfatto pienamente i cittadini. Inoltre, la norma prevedeva una verifica periodica del livello qualitativo dei servizi erogati e la misura di soddisfazione dei cittadini.
Vorrei segnalare che recentemente è stata attuata un’iniziativa pilota, denominata “Mettiamoci la faccia” promossa dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, in partnership con enti nazionali ed amministrazioni locali, per rilevare in maniera sistematica attraverso l’utilizzo di “emoticons”, la soddisfazione di cittadini e utenti per i servizi pubblici erogati agli sportelli o attraverso altri canali (web e telefono).
Le “emoticons” sono delle interfacce funzionali costituite da tre faccine colorate (verde, arancione e rosso) che rappresentano rispettivamente l’utente soddisfatto, indifferente ed insoddisfatto.


Questa iniziativa si concretizza nel modo seguente:
- il cittadino, tramite appositi totem installati nei pressi dell’ufficio erogatore del servizio, ha la possibilità di esprimere, in maniera semplice, anonima ed immediata, un suo giudizio sul servizio ricevuto.Ciò avviene premendo il pulsante corrispondente alla faccina colorata che il cittadino ritiene conforme al suo giudizio.


Nel caso di giudizio negativo (faccina rossa) è prevista anche l’indicazione sommaria del motivo, scegliendo e premendo il pulsante corrispondente a queste quattro possibilità:
a) - tempo d’attesa
b) - necessità di tornare
c) - professionalità dell’impiegato/a
d) - risposta negativa
- l’amministrazione ha la possibilità di raccogliere in tempo reale, ed in continuo, il giudizio del cittadino/cliente sul servizio ricevuto e disporre di una descrizione sintetica della percezione che hanno gli utilizzatori dei propri servizi erogati; tutto questo con un basso grado di complessità per gli utenti (la funzionalità è simile a quella di un bancomat). L’ente può anche rendere disponibili, ai propri cittadini, i risultati di questo monitoraggio continuo, tramite pubblicazione sul proprio sito internet.
Scopo di tale strumento non è quello di valutare il personale addetto, ma quello di migliorare i propri servizi, intervenendo con tempestività sulle aree critiche evidenziate dal giudizio negativo espresso dai cittadini/utenti.
I primi progetti pilota sono stati avviati presso gli uffici dell’ACI, Enpals, Inps, Ipost e Comune di Milano.
A me sembra un’ottima iniziativa che può portare, con il tempo, ad un costante miglioramento dei servizi forniti all’utente/cittadino.
Auspico che, anche nel nostro Comune, una volta risolti alcuni problemi impellenti e ben più importanti, in un prossimo futuro possa trovar spazio anche questa buona iniziativa.


Sindaco e Giunta nel Chiostro di San Francesco nella prima seduta del Consiglio Comunale

L’opportunità di scrivere

di Nicoletta Principi

In questa estate che sembra aver placato i tumulti della primavera politica ostrense, vorrei tornare a parlare delle opportunità che “Buongiorno Ostra” offre.
Il giornalino dà la possibilità di scambiare informazioni, di far circolare idee, di mettere in evidenza situazioni non sempre critiche ma che vanno e possono essere migliorate. Per me scrivere è un modo di partecipare alla comunità, non ho la pretesa di cambiare le cose, semplicemente ho la coscienza di contribuire all’informazione dei cittadini. Mi piacerebbe che qualcuno di voi lettori, provasse a esprimere la propria opinione sugli argomenti che vengono trattati, che ci fosse un contraddittorio. Se qualcosa non ci piace dobbiamo dirlo, abbiamo il modo; ad esempio in internet, nel sito di Buongiorno Ostra c’è l’opportunità di commentare gli articoli. Spesso ci lamentiamo e mi rivolgo in particolare ai giovani, di non essere considerati dai grandi ma in molte occasioni siamo noi che preferiamo “restarne fuori”. Dovremmo imparare a discutere, a confrontarci con chi ha idee diverse, a dedicare anche poche ore del nostro tempo a riflettere sulle questioni sociali. Al riguardo, sottolineo che il contributo può provenire da tutti perché scrivere in un giornalino non significa necessariamente appartenere ad un partito, o ad un’associazione culturale o sportiva né tanto meno frequentare una cerchia di persone “esposte”. L’opportunità di scrivere è l’opportunità di esprimere liberamente il proprio pensiero.
Spero che questo appello sia raccolto e magari che qualcuno, sotto l’ombrellone, inizi a scrivere. Buona estate a tutti.
Mura castellane e, sullo sfondo, il Comune

Le elezioni del 6-7 giugno 2009 - La prova dei fatti.

Partiamo da un dato emblematico: per la prima volta nelle Marche il Partito delle Libertà supera il Partito Democratico.
Ad Ostra le cose non vanno meglio: il PDL prende 1678 voti, il PD 870.
Questo il dato “politico” delle elezioni europee.
Poi c’è il risultato, sicuramente non facilmente prevedibile, delle elezioni comunali. Dove il centro-destra (Lista Civica “Progetto Ostra” guidata da Massimo Olivetti, nuovo Sindaco della città) ha riportato 2.292 voti, pari al 57,24%, mentre il centro-sinistra (Lista Civica “Nostra”) ha riportato 1.712 voti, pari al 42,76%. Un distacco di ben 580 voti, difficilmente prevedibile alla vigilia del voto.
Dopo dieci anni di amministrazione di centro-sinistra, comunque denominata (anche nelle elezioni del 6-7 giugno le due liste si sono “nascoste” sotto l’etichetta di “civiche”), non si è capito bene se la Lista guidata da Moris Mansanta volesse dare continuità alla gestione del Sindaco Cioccolanti o se, al contrario, con quello slogan “nuova e originale” ne volesse prendere le distanze.
Liste civiche con alcuni candidati che potevano essere considerati “indipendenti”, ma che sostanzialmente rispecchiavano i due schieramenti principali del centro-destra e del centro-sinistra.Ora, dopo tante parole della campagna elettorale e dopo aver promesso partecipazione, consigli comunali decentrati, periodiche assemblee pubbliche, consulte d’ambito per integrare ed arricchire le proposte degli organi amministrativi del Comune con l’apporto diretto dei cittadini e per garantire un collegamento diretto tra la Società e gli Organi di Governo locale, ci aspettiamo che dalla parole si passi speditamente ai fatti.


(b.l.)


Il Palazzo Comunale e il Teatro “La Vittoria”

La viabilità (oggi), secondo i consiglieri Mansanta, Avaltroni, Leoni, Lupini, Storoni

In relazione alla consueta chiusura del traffico nel centro storico nel periodo estivo…”.Comincia così una interrogazione dei Consiglieri di minoranza del 23 giugno 2009, che tratta dell’annoso problema della viabilità nel centro storico, problema mai affrontato seriamente da tutte le Amministrazioni che si sono avvicendate alla guida del Comune negli ultimi decenni. Questa interrogazione a me sembra sia stata sottoscritta da gente arrivata ad Ostra direttamente dalla Luna. Gente che si è immediatamente resa conto della scarsa sicurezza, della poca vivibilità e fruibilità del centro storico “da parte dei cittadini, in particolare bambini e anziani, oltre che turisti i quali, specie nel periodo estivo, sono soliti animarlo”. Invece, sfortunatamente, è sottoscritta da coloro che fino a pochi giorni fa hanno amministrato il nostro Comune, viabilità compresa. E non hanno fatto niente per evitare “quel caos quotidiano dovuto all’eccessivo afflusso di veicoli e dell’incontrollato parcheggio, che non permettono – come scrivono in conclusione questo stupefacente intervento i Consiglieri della Lista “Nostra” – una normale vivibilità delle vie principali del centro storico”. Naturalmente, a parte questo non trascurabile dettaglio, anche noi di Buon giorno Ostra! siamo dell’avviso che il problema c’è, che va affrontato senza tentennamenti, anche in considerazione del fatto che, una volta tanto, anche un buon numero di commercianti di Via Gramsci, una delle vie principali maggiormente penalizzata da un traffico e da un parcheggio per lo più disordinati, sono complessivamente d’accordo su un razionale intervento che ponga fine al caos e al pericolo costante cui sono sottoposti i cittadini tutti, senza distinzione di età e di sesso.

(b.l.)

Via Gramsci miracolosamente senza auto in sosta



La pescheria

Qualche settimana fa, con una solenne cerimonia, è stata inaugurata la “nuova” pescheria.
Quella di Via V. Veneto è una pescheria storica, nata nel lontano 1883/84 per volontà dell’allora Sindaco Luigi Antonini, per togliere dalle strade della città il mercato del pesce che si svolgeva all’aperto, in prossimità della Piazza principale. Evidentemente c’era attenzione, in chi amministrava il Comune, per la salute dei cittadini.
Oggi, non si sa bene perché, la Pescheria non è più il luogo, il mercato o il negozio dove si vende il pesce, come sarebbe logico e scontato. La pescheria, ristrutturata dopo anni di quasi abbandono, ad Ostra ha cambiato destinazione. E’ diventato il luogo, il mercato (saltuario), il negozio dove si vendono i prodotti tipici locali: olio, miele, vino, ecc.
E il pesce? Dove si vende il pesce? Naturalmente per strada, incuranti del fatto che questo mercato ambulante avviene in vie anche molto trafficate, dove polveri (più o meno sottili), finiscono inevitabilmente nelle cassette del pesce. Cosa ne pensano i cittadini di questa scelta? E soprattutto non pensano che il mercato del pesce debba tenersi abitualmente presso la pescheria, dove celle e banchi frigorifero possano offrire al cittadino-cliente-consumatore alte garanzie di igiene? Chiediamo, pertanto, alla nuova Amministrazione, di attivarsi quanto prima per riportare il mercato del pesce nel suo luogo naturale, che è e deve essere la pescheria.I prodotti tipici locali, ai quali anche noi attribuiamo la dovuta importanza, possono trovare spazio in uno dei tanti locali vuoti del centro storico.

(b.l.)


Inaugurazione della Pescheria








sabato 23 maggio 2009

Riceviamo e pubblichiamo "da MORIS MANSANTA candidato a Sindaco per la lista civica Nostra"


“La lista civica Nostra presenta come candidato a sindaco Moris Mansanta (nella foto), un ragazzo di 32 anni, che nonostante la giovane età ha maturato già un’ ottima esperienza in campo amministrativo, come assessore alla cultura e al turismo svolta egregiamente in questi 5 anni.
La lista si propone, all’interno del suo programma, tre punti focali imprescindibili:
*La priorità assoluta è data alle scuole di tutto il territorio in particolare ciò che maggiormente ci sta a cuore consiste nel continuare e terminare i lavori di ristrutturazione del complesso scolastico Crocioni in via Europa. Nell’ordine il piano di lavori prevede: la ricostruzione della palestra, già progettata e finanziata (inizio dei lavori 2009), realizzazione delle aule speciali, recupero del plesso centrale, con la possibilità di ottenere in questo modo nuovi spazi, al fine di concludere un progetto complessivo di area.
*L’associazionismo è un altro punto focale. Gli interventi necessari a tale scopo sono: la riqualificazione degli spazi aggregativi sia all’aperto che al chiuso, con il recupero delle aree destinate a verde pubblico, parchi da destinare alla collettività e da far gestire possibilmente dalle associazioni locali.
*In ultimo, ma non per importanza, mettiamo i servizi sociali che il Comune già oggi eroga con livelli eccellenti sia in termini di qualità che di quantità. A questo proposito dobbiamo dare priorità all’apertura di ludoteche o in alternativa spazi bimbi. Queste iniziative sono immediatamente attivabili dato che non manca la possibilità di reperire locali già funzionali e funzionanti. Soprattutto occorre valutare assieme alle frazioni la necessità di individuare un altro spazio per un asilo nido.La valutazione di questi punti programmatici più importanti è stato discussa con l’ausilio di un folto gruppo di persone, tra cui numerose ragazze e ragazzi, che hanno partecipato alla stesura dell’intero programma elettorale, portando una ventata di aria fresca, stimoli e nuove idee. Il gruppo di lavoro è stato, è e sarà aperto a chiunque voglia partecipare al miglioramento e al rinnovamento della nostra città”.

Riceviamo e pubblichiamo "da MASSIMO OLIVETTI candidato a Sindaco per la lista civica Progetto Ostra"

“Dedico tempo e passione alla vita politica della nostra Città da quando, conseguita la laurea in Giurisprudenza, nel 1990, ho ricoperto l’incarico di consigliere di maggioranza. Da allora non ho mai smesso di occuparmene, ma è stato soprattutto l’ultimo impegno come capogruppo di minoranza che mi ha convinto a scendere in campo. Ho toccato con mano l’esigenza di “voltare pagina”, per cominciare a scrivere una storia nuova, fatta di trasparenza e di partecipazione. Avevamo sentito promesse di condivisione delle scelte: sono mancate la condivisione ed anche le scelte. Lo stile di amministrare è stato cieco, incapace di superare l’orizzonte angusto del bisogno immediato e di individuare le priorità. Chi amministra rappresenta: deve ascoltare prima, confrontarsi poi e, infine, verificare con chi viene rappresentato. Non credo nei governi chiusi dentro il Palazzo, incapaci di accogliere valide proposte esterne. Ho visto amministrare il denaro pubblico senza oculatezza e senza lungimiranza; ho visto l’incapacità di decidere, per timore dell’impopolarità o dell’insuccesso. Nonostante interrogazioni, proposte e progetti, non ci hanno mai consentito di porre un freno agli sprechi. Come nel caso della ristrutturazione di uno dei plessi inagibili della scuola elementare Crocioni, che ha richiesto oltre un milione di euro, ma rimane comunque inadeguata alle nuove esigenze didattiche. Si rischia ora uno spreco anche peggiore con lo smantellamento e lo spostamento del campo sportivo di Pianello. Parliamo di un milione e mezzo di euro, spesi in un periodo di grave crisi economica, senza prendere in considerazione soluzioni alternative. Ecco perché ho deciso di impegnarmi come candidato Sindaco: la delega non sempre paga. Il nostro programma è stato redatto secondo criteri di concretezza e fattibilità. Al centro abbiamo posto la persona, portatrice di bisogni, ma anche di risorse. Per professione e per servizio, io e chi ho scelto per la mia squadra, siamo abituati ad ascoltare la gente e ad impegnarci per risolvere i problemi concreti. Lo facciamo già ogni giorno nella nostra vita privata e ci impegniamo a farlo anche come amministratori”.

Nella città “a misura dei bambini” le scuole al primo posto

di Carla Raffaeli

Un ambiente a misura dei bambini è, per natura, un ambiente educativo, vale a dire “aperto” alla conoscenza e all’incontro con altre persone, storie, linguaggi. L’esperienza si fa più variegata e complessa; la relazione si arricchisce, fa sorgere curiosità, domande; stimola intelligenza e immaginazione; procura piacere, soddisfazioni e pone, opportunamente, anche nuove prove. Così, il bambino matura.
In questo “ambiente educativo aperto”, l’esperienza scolastica, fin dagli anni dell’infanzia, riveste un ruolo molto importante: di conoscenza e di relazione.
Non intendo approfondire temi di natura educativa e didattica. Qui mi limiterò a qualche riflessione riguardante il ruolo dell’Ente Locale, che è di supporto strutturale e logistico alla formazione scolastica. In una città piccola come la nostra, occorre coniugare efficienza ed economicità ad altri aspetti, primo il rapporto con i nuovi bisogni della comunità.
Il buon senso chiede poi di fare i conti con l’esistente, senza manie di grandezza, mantenendo viva l’attenzione alle migliori condizioni possibili e dando valore alle risorse materiali e finanziarie disponibili. Nello specifico del nostro contesto, si tratta, da un lato, dell’esigenza di non depauperare il centro storico delle strutture che possono essere validamente recuperate e migliorate; dall’altro, di considerare l’espansione demografica di frazioni come Casine e Pianello, in cui cresce, di conseguenza, la domanda di servizi socio-scolastici. Proprio qui si rileva invece la situazione più carente del settore: edifici scolastici che non rispondono da molto tempo a parametri adeguati di sicurezza e funzionalità; ma anche non corrispondenti alle caratteristiche dello sviluppo psico-fisico dei bambini, specie nella scuola dell’infanzia.
Alla fine degli anni ’80, furono acquistati 2.700 mq. di terreno ai piedi della collina di S.Maria Apparve proprio allo scopo di edificare un moderno complesso scolastico, attrezzato anche di spazi verdi e di gioco, in una zona baricentrica rispetto alle nuove aree di sviluppo residenziale. Oggi la situazione dell’edilizia scolastica è ancora pressoché immutata, fatta eccezione per la ristrutturazione di uno dei plessi della Scuola Elementare “Crocioni”, non ancora completata.
Però, qualcosa di nuovo è stato messo in cantiere: il progetto di costruire, in quella stessa area, un nuovo campo sportivo. Le scuole (e gli alunni) possono sempre aspettare.

Bilancio di previsione 2009: luci ed ombre

di Stefano Neri

A fine aprile, il Consiglio Comunale ha approvato il rendiconto della gestione 2008 e, per fine maggio, si accinge ad approvare il bilancio di previsione 2009. Al di là della regolarità formale nel rispetto del nuovo termine, viene da domandarsi: “Se un Ente predispone il bilancio annuale di previsione dopo che sono già trascorsi 5 mesi dall’inizio del periodo è legittimo pensare che ci possa essere qualche problema a far quadrare i conti?". Esaminando la bozza di bilancio e gli altri atti predisposti dalla Giunta, qualche dubbio sorge. Scrivo questo perché, nella delibera n. 41, riguardante la definizione dell’obiettivo sul patto di stabilità, si trova scritto che è consigliabile ridurre il ricorso all’indebitamento. Nello schema di bilancio 2009, approvato con la successiva delibera (n. 42), si trova invece scritto che il Comune, nel corrente anno, prevede di accendere nuovi mutui per Euro 2.456.246. Alla fine del 2008 il debito residuo dei mutui ammontava a 4.166.000 euro. Al netto delle quote capitale sui mutui già in essere, da rimborsare nel 2009, l’incremento dell’indebitamento in un solo anno sarà pari al 50%. Questi nuovi mutui, a regime, comporteranno un aumento della rata annuale da pagare da 566 mila a circa 750 mila euro, comprensive di quota capitale ed interessi. Considerata la rigidità delle entrate da trasferimenti e la forte diminuzione degli oneri di urbanizzazione, si corre il rischio che l’Ente, nei prossimi anni, non sia in grado di rimborsare le rate dei mutui, a meno di dismissioni del proprio patrimonio o ingenti tagli di spesa sui servizi per i cittadini. Tra l’altro, le spese di amministrazione e gestione del nostro Comune risultano in costante ed elevata crescita. Nella stessa relazione tecnica, a proposito della dinamica dell’indebitamento, troviamo scritto che sarà necessario un costante monitoraggio di questa voce, per i suoi riflessi sugli equilibri dei bilanci futuri. Tenuto conto che il rimborso dei mutui ha una durata ventennale, c’è da domandarsi quali altri investimenti potrà fare il nostro Comune nei prossimi decenni in presenza di un così elevato indebitamento.
Si ha netta l’impressione che questo bilancio risenta in maniera determinante delle imminenti elezioni comunali.

Noi e la campagna elettorale

di Bruno Landi

In questa vigilia elettorale non potevamo mancare l’appuntamento con i cittadini, così come abbiamo fatto in questi anni, prima con “La città ideale”, poi con “Buon giorno, Ostra!”.
Riprendiamo brevemente alcune delle questioni che ci hanno visti maggiormente impegnati. Si parla molto in questi giorni di “campus” di impianti sportivi. Noi pensiamo che un “campus”, anche se di dimensioni più ridotte rispetto a quello previsto a Pianello, potrebbe essere realizzato, con la necessaria gradualità e con minore impegno di risorse finanziarie, in Via Leopardi, sulla circonvallazione del centro urbano.
In quella zona ci sono già due campi da tennis, con annessi spogliatoi che pure necessitano di intervento. C’è un “pallone” che chiede solo di essere rimesso completamente a posto per poter soddisfare una lunga serie di richieste. Poche decine di metri più avanti c’è un vecchio campo sportivo “che vuol rinascere” come chiedevano 325 cittadini di Ostra firmatari di una petizione a favore della ristrutturazione. Con fondo in erba sintetica, potrebbe essere a disposizione di chiunque, compresi i ragazzi dell’Oratorio, in ogni ora del giorno e…della notte.



Confina con lo spazio polivalente dell’Oratorio (nella foto) e il bocciodromo. Non sono di proprietà comunale, ma il Comune potrebbe sottoscrivere una convenzione per un loro utilizzo reciproco.
Abbiamo chiesto uno spazio verde per i ragazzi di Ostra, che avevamo individuato a fianco della Casa di Riposo. C’è stato un momento in cui Casa di Riposo (proprietaria del terreno) e Comune (che si faceva carico delle spese per sistemare terreno e recinzione) stavano per sottoscrivere un protocollo d’intesa, con tanto di regolamento per un corretto utilizzo dello spazio. Poi, però, qualcuno ha cambiato idea. Pensiamo tuttavia che la proposta sia tutt’ora valida ed attuale.
Abbiamo chiesto insistentemente informazione e partecipazione: vediamo se siamo alla vigilia di un sostanziale cambio di rotta.
Di scuole il lettore troverà un ennesimo intervento in altra pagina del giornalino.

Il senso civico

di Nicoletta Principi

A pochi giorni dalle elezioni comunali e del parlamento europeo, mi sembra opportuno parlare di senso civico dei cittadini. Sebbene molte siano le interpretazioni dell’espressione senso civico, ritengo possa essere sinteticamente definito come la disponibilità a cooperare con gli altri per il miglioramento e la crescita della società in cui si vive. Il senso civico non è nativo, ma si forma negli individui attraverso l’educazione scolastica alla convivenza civile che si riflette nell’educazione all’ambiente, alla salute, all’alimentazione e all’educazione stradale e si accresce quanto più le persone sono oggetto di atteggiamenti di rispetto e di cooperazione da parte degli altri e quanto più credono di poter influire sulla gestione della cosa pubblica o che la cosa pubblica sia bene amministrata.
Condivido chi dichiara che le fondamenta di una buona città siano le virtù dei suoi cittadini: manifestare un atteggiamento di gentilezza verso gli altri, aiutare una persona anziana ad attraversare la strada, fumare senza disturbare gli altri, differenziare i rifiuti, possono essere armi concrete contro l’inciviltà. Così come credo sia importante intervenire rendendo noto quello che non va (ad esempio scrivendo su un giornale) o impegnarsi assieme ad altri in attività di volontariato/educative o in attività politiche e non da ultimo partecipare alle elezioni esercitando il diritto di voto.
Altrettanto, chi riveste un ruolo pubblico (ad es. politici, dirigenti) dovrebbe adoperarsi per garantire istituzioni pubbliche gestite con criteri di trasparenza e di merito, sanzioni certe ed efficaci per chi non rispetta le regole, occasioni di promozione sociale per i meno agiati, nonché attività educative per arricchire il senso civico.
Ora, senza fare distinzione fra destra e sinistra, mi auguro che i candidati ad amministrare Ostra, siano “sensibili” al tema dell’educazione civica, come, civico, lasciatemelo dire, è questo giornalino.

COME ON, BOYS!

di Alessandro Regini

Alessandro Regini, impegnato nella conduzione de “La Contesa della Goccia d’oro 2008”.



Sono ormai diversi anni che ho rapporti di tipo “giornalistico” con il Direttore di questo interessante periodico (e del suo diretto “predecessore”): ci lega in particolare la passione per l’Ostra, intesa come squadra di calcio, e la collaborazione che abbiamo nella realizzazione del giornalino della Societa’.
Da questa nostra amicizia, mi piace definirla cosi’, sono sempre giunti numerosi inviti a scrivere qualcosa di “non calcistico” per questa pubblicazione, nello spirito di dare spazio alle idee dei giovani che da sempre la accompagna.

Fino ad oggi, tuttavia, non ho mai avuto un argomento da voler condividere con i lettori ed ho sempre preferito rimandare l’appuntamento. Ora pero’ mi sembra arrivato il momento giusto per approfittare di quella opportunita’ anche se, non lo nego, l’input per farlo mi giunge nuovamente dal “direttore”, che con il suo inesauribile fiuto giornalistico mi ha rinnovato la sua proposta sapendo dell’esperienza che sto vivendo in questo periodo. Dopo aver conseguito la laurea specialistica in Economia ho infatti deciso, come fanno tanti altri giovani, di fare un’esperienza di vita all’estero attraverso il “Campus World”, un progetto finanziato dall’Universita’ Politecnica delle Marche riservato a studenti e laureati. La scelta, per motivi vari che non sto qui a spiegare, e’ ricaduta su Londra, citta’ che gia’ avevo visitato ma che, vista la sua grandezza (in tutti i sensi) avrebbe avuto ancora tantissimo da offrirmi.
Sono circa venti giorni che sono arrivato nella capitale inglese e, giorno dopo giorno, mi sto abituando ai ritmi frenetici della vita di questa stupenda metropoli. Lavoro all’Enit, ovvero l’Ente Italiano del Turismo: in pratica ci occupiamo di fare da tramite tra gli Inglesi che vogliono venire in Italia e il nostro Paese; io, in particolare, sto all’Ufficio Stampa dove ogni giorno abbiamo a che fare con un sacco di giornalisti d’oltre Manica che desiderano scrivere delle bellezze del “Bel Paese” e che si rivolgono a noi per avere assistenza nelle loro trasferte italiane. Quello che voglio trasmettere tramite questo mio intervento e’ un invito spassionato ai miei coetanei e ai ragazzi piu’ giovani che magari, come me, hanno passato diversi anni durante la loro carriera scolastica a chiedersi se affrontare o meno un’esperienza di questo tipo.

So benissimo che non e’ facile prendere una simile decisione, soprattutto per noi “giovani Ostrensi” che, in fin dei conti, non dobbiamo scappare da niente, che abbiamo sempre vissuto in un posto fantastico dal quale (almeno qualcuno) non vorremmo separarci mai. Spesso, come nel mio caso, potrebbe essere la prima esperienza lontano dalla famiglia, con tutte le conseguenze del caso in termini sia affettivi che di “comodità’”.
Il mio consiglio, nonostante tutto e sempre che se ne abbiano le possibilita’, e’ quello di abbandonare ogni remora e PARTIRE, senza starci a pensare piu’ di tanto, perche’ ne vale la pena fino in fondo! Vivere in un’altro Stato, sia esso l’Inghilterra, gli Stati Uniti, la Cina o l’Australia, e’ un’esperienza che apre enormemente i confini e il modo di pensare di una persona, che consente di fare tantissime amicizie e, non ultimo, di visitare posti nuovi ed incredibili. Un’esperienza che ripaga pienamente di quelle difficolta’ e di quel pizzico di nostalgia che ogni tanto inevitabilmente possono emergere quando si e’ lontani da casa. Non lo nego, non e’ stato facile per me prendere questa decisione perche’ sono legatissimo ad Ostra, ai miei affetti e alla vita che conduco. E sono sicuro, conoscendo diversa gente, che siano tanti i ragazzi che sotto questo punto di vista un po’ mi somigliano. Proprio a loro mi rivolgo, in quanto molti altri non ne hanno bisogno e hanno gia’ affrontato simili esperienze: mettete da parte ogni timore e considerate l’opportunita’ di fare un periodo di vita all’estero. Poi non si sa mai, potrete tornare “alla base” o, perche’ no, decidere che il posto dove siete vi piace cosi’ tanto che non volete piu’ abbandonarlo: in entrambi i casi sara’ stata un’esperienza fondamentale per la vostra vita e un domani, guardandovi indietro, ne apprezzerete sempre di piu’ il valore.